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INFORMAZIONI - Disturbi del Sonno nell'Infanzia
Scritto da Dott. Loredana Scalini   

 

INSONNIA NEL BAMBINO


Insonnia del primo anno

L’insonnia del primo anno è sempre legata a difficoltà relazionali tra il bambino e l’ambiente circostante; si distinguono l’insonnia comune, le cui cause sono legate a condizioni ambientali sfavorevoli all’addormentamento come i rumori e la rigidità eccessiva degli orari, e l’insonnia precoce severa, che può essere calma o agitata e che è piuttosto rara e sembra precedere in molti casi l’insorgenza di stati autistici e psicotici.

Tale insonnia potrebbe esser dovuta all’incapacità della madre nello svolgere la sua funzione di protettrice del sonno del bambino o ad un’incapacità del lattante nel regredire ad un’immagine fusionale madre-bambino che lo faccia sentire protetto; in tal caso la madre deve saper gestire quest’area transizionale di addormentamento di modo che il bambino accetti tale regressione.

E’ molto frequente nello sviluppo normale del bambino e si manifesta prevalentemente tra i 2 e i 6 anni; spesso la radice di tale difficoltà è nella gestione dell’area transizionale tra stato di veglia e sonno; infatti a questa età il bambino accetta assai meno la regressione di cui necessita l’addormentamento. Tali difficoltà di addormentamento si possono manifestare in molti modi: rifiuto di andare a letto, messa in atto di rituali come il disporre un determinato oggetto in un certo modo o la ripetizione sempre della stessa favola; a volte si può instaurare una vera fobia dell’andare a letto che spesso compare verso i 2-3 anni dopo episodi di incubi e terrore notturno.

Nel bambino grande e nell’adolescente spesso si manifesta con uno spostamento dell’orario di sonno di qualche ora rispetto alla norma; ciò può riflettere il desiderio di assumere il controllo della propria vita spesso limitata da forti pressioni genitoriali e sociali in genere.

 

Difficoltà di addormentamento

E’ molto frequente nello sviluppo normale del bambino e si manifesta prevalentemente tra i 2 e i 6 anni; spesso la radice di tale difficoltà è nella gestione dell’area transizionale tra stato di veglia e sonno; infatti a questa età il bambino accetta assai meno la regressione di cui necessita l’addormentamento. Tali difficoltà di addormentamento si possono manifestare in molti modi: rifiuto di andare a letto, messa in atto di rituali come il disporre un determinato oggetto in un certo modo o la ripetizione sempre della stessa favola; a volte si può instaurare una vera fobia dell’andare a letto che spesso compare verso i 2-3 anni dopo episodi di incubi e terrore notturno.

Nel bambino grande e nell’adolescente spesso si manifesta con uno spostamento dell’orario di sonno di qualche ora rispetto alla norma; ciò può riflettere il desiderio di assumere il controllo della propria vita spesso limitata da forti pressioni genitoriali e sociali in genere.



 
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