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INFORMAZIONI - Il sonno e i suoi meccanismi
Scritto da Dott. Alessio Penzo   

 

SONNO E SVILUPPO


 

Lo schema del sonno è molto diverso all'inizio, a metà o alla fine della vita.

Il sonno ha inizio molto prima della nascita; è difficile dire esattamente quando cominciamo a oscillare fra sonno e veglia.

 

Neonati

Sembra che i bambini prematuri e i feti vicino alla nascita dormano dalle 16 alle 20 ore al giorno e che tale sonno sia per il 60-80% di tipo rem.

Per quanto riguarda i sogni è probabile che essi compaiono non appena i bambini cominciano a fare esperienza sensoriale del mondo esterno, già in condizione fetale.

Subito dopo la nascita il bambino presenta due stadi di sonno: Rem (sonno attivo) e non-Rem (sonno tranquillo).

In questo stadio dello sviluppo di bambini dormono dalle 16 alle 18 ore divise in sei o sette periodi abbastanza brevi, che includono sia la fase Rem che quella non-Rem.

I lattanti passano direttamente dal sonno Rem a quello non- Rem ogni 60 minuti. In essi inoltre è praticamente assente un ciclo regolare di sonno-veglia; soprattutto nelle prime settimane il bambino si addormenta e si sveglia in modo apparentemente irregolare.

Da uno studio condotto da Kleitman negli anni ‘30 emerse che i lattanti nelle prime settimane tendono a svegliarsi 10 minuti più tardi ogni giorno; verso la diciassettesima settimana il bambino resta praticamente sveglio dalle 10 di mattina alle otto di sera con intervalli di piccoli sonnellini.

 

Infanzia

Alla fine del primo anno i bambini continuano a dormire 14 o 15 ore al giorno, il periodo di sonno si è stabilizzato sulla notte e quello di veglia sul giorno con due sonnellini diurni che si riducono ad uno verso i 18 mesi.

Alla fine del secondo anno il sonno si riduce a 12 ore al giorno e fra i 2 e i 5 anni sparisce anche l'ultimo sonnellino diurno. In seguito e sino alla pubertà il sonno si riduce e si assesta sulle 10 ore al giorno.

 

Adolescenti

Negli anni dell'adolescenza l'orologio biologico subisce dei cambiamenti: la maggior parte degli adolescenti infatti prova stanchezza un'ora o due più tardi rispetto agli adulti; si ha quindi uno spostamento biologico del ritmo circadiano che crea in loro un effetto di allerta proprio quando le altre persone (più giovani e più vecchie) cominciano a sentire sonno. Essi tendono a diventare veri e propri animali notturni. È per tale ragione che per gli adolescenti il mattino è il momento meno adatto all'apprendimento.

 

Adulti

Con la fine dell'adolescenza e l'inizio dell'età adulta la durata del sonno si riduce progressivamente sino a raggiungere tra i 40 e i 65 anni la durata di circa 7 ore per notte. E’ proprio in questa fascia di età che compaiono i maggiori problemi di sonno, molti dei quali provocati da fattori legati allo stile di vita.

 

Anziani

Dopo i 60 anni di età il bisogno di sonno si riduce ulteriormente sino circa 6 ore per notte.

In quest'età si ha una riduzione del numero degli stadi 3 e 4 di sonno e una riduzione della secrezione notturna dell'ormone della crescita (che in quest'età serve soprattutto alla rigenerazione cellulare).

 



 
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