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INSONNIA

 

 

Il termine "insonnia" deriva dal latino insomnia che significa letteralmente "mancanza di sogni". Nel linguaggio comune essa indica una durata del sonno insufficiente e/o una continuità del sonno alterata da risvegli.

Le registrazioni condotte nei laboratori del sonno hanno evidenziato come non sempre ad un disturbo percepito soggettivamente, riguardo la durata e la continuità del sonno, corrispondano effettive differenze rispetto alle stesse caratteristiche in soggetti che non lamentano alcun disturbo.

Per questo nella definizione di insonnia va tenuto conto di un livello obiettivabile, che fa riferimento alle difficoltà ad addormentarsi e a mantenere una continuità del sonno, e di un livello soggettivo, che si riferisce ad una insoddisfacente qualità del sonno. Quest'ultimo aspetto infatti non trova necessariamente conferma nelle valutazioni oggettive, dipendendo spesso semplicemente da uno scarto tra quanto rilassante, riposante e ristorativo ci si aspetta possa essere il sonno e quanto effettivamente esso lo è.

 

 

Epidemiologia dell'Insonnia

 

 

L'insonnia è un disturbo molto frequente: ricerche epidemiologiche hanno evidenziato come circa un terzo della popolazione adulta del mondo occidentale ne soffre. L'insonnia presenta una correlazione con l'età, il sesso, il livello culturale e socio-economico.

Inoltre è stata trovata una relazione di tipo causale tra insonnia e la presenza di disturbi psicologici come ansia e depressione.

 

In quasi tutti i libri che trattano i disturbi del sonno viene fatta una distinzione tra insonnia transitoria, che dura massimo qualche notte, e insonnia cronica, che si prolunga per settimane, mesi o anni.

Tuttavia dopo un grandissimo numero di osservazioni si è giunti alla conclusione che l'insonnia cronica sia una condizione estremamente rara. Nella maggioranza dei casi infatti si rileva la cosiddetta insonnia “cronico-intermittente” in cui il disturbo di sonno si presenta per qualche notte per poi essere seguito da notti di sonno normale e così via.

 

La cronicizzazione di un'insonnia inizialmente transitoria può essere dovuta all'innesco di una preoccupazione circa la propria capacità di dormire e quindi a instaurarsi di un circolo vizioso. L’insonnia si manifesta spesso associata a diversi disturbi psichici, come l’ansia e gli attacchi di panico.

E’ dunque opportuno intervenire quanto prima anche nelle insonnie transitorie.

 

L'insonnia non è un disturbo del sonno, non è una malattia, ma un sintomo. Lo scopo di ogni specialista del sonno è la diagnosi della causa dell’insonnia e quindi il suo adeguato trattamento.

 

L'insonnia si differenzia dagli altri disturbi del sonno anche per il fatto che le sue vittime sono sempre consapevoli delle difficoltà che incontrano.

 

 

INSONNIA DA INADEGUATA IGIENE DEL SONNO

 

 

E’ una forma secondaria di insonnia, cioè di cui si possono identificare le cause, caratterizzata da difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni e disorganizzazione del ritmo sonno-veglia.

 

Questo disturbo esordisce nell’infanzia ed è spesso legato all’incapacità dei genitori di organizzare momenti precisi nell’arco della giornata per le varie attività (ad esempio pranzo, cena) in particolare per il sonno. In conseguenza a ciò il disturbo tende a scomparire se intervengono dei fattori (ad esempio la scuola) che organizzano la vita del bambino.

 

Nel caso dell’adulto con questo tipo di insonnia, le cause a cui essa è secondaria possono essere molte e non circoscritte, come tendenze comportamentali o abitudini che influenzano le caratteristiche del sonno.

 

Esempi delle cause più frequenti di questo tipo di insonnia sono i seguenti:

 

- orari di sonno irregolari;

- eccessiva differenza tra sonno infrasettimanale e quello del weekend;

- uso eccessivo di caffeina, alcol, nicotina;

- eccessivo carico di stress, al lavoro e a casa;

- discussioni a letto;

- problemi legati alla sessualità;

- frustrazione per non riuscire a dormire;

- ruminazioni a letto;

- sforzarsi di dormire;

- lavorare fino ad appena prima di andare a letto;

- inadeguatezza del letto in cui si dorme;

- problemi legati all’ambiente in cui si dorme (temperatura, rumori, umidità ecc).

 

 

Trattamenti dell'Insonnia da Inadeguata igiene del Sonno

 

 

La prima forma di trattamento efficace consiste nell’eliminare le cause ambientali-comportamentali da cui dipende l’insonnia.

E’ dunque molto importante fare un anamnesi accurata per cercare di determinare quali aspetti della vita del paziente provocano il problema. L'uso di ipnoinducenti (sonniferi) è da tenere in considerazione solo nei casi in cui la causa ambientale-comportamentale sia ineliminabile: anche in questi casi tuttavia si consiglia un uso attento e limitato a periosi brevi, onde evitare fenomeni di dipendenza e di tolleranza.

 

 

 

PSEUDO INSONNIA 

(insonnia da errata percezione del sonno)

 

 

Questo tipo di insonnia consiste nella percezione soggettiva, da parte dell’individuo, di un disturbo del sonno, anche se non vi sono prove di alterazione oggettiva.

L’individuo afferma di dormire poco, di avere la sensazione che il sonno non sia ristorativo, o addirittura di non dormire affatto. Al contrario l’osservazione della persona che dorme accanto a lui, del personale ospedaliero in caso di ricovero, o la registrazione polisonnografica in un laboratorio del sonno mettono in evidenza che l’individuo abbia un sonno con caratteristiche normali.

Anche se tutti gli insonni hanno la tendenza ad esagerare i problemi di sonno, in questo caso la differenza tra percezione soggettiva e il reperto polisonnografico è molto grande, in particolare per quanto riguarda la valutazione del tempo totale di sonno e nella prima metà della notte. Questa differenza può essere spiegata da una sovrastima della latenza di addormentamento, cioè i soggetti hanno la sensazione che passi molto tempo prima di addormentarsi.

Durante il giorno i pazienti lamentano efficienza psicofisica ridotta, piuttosto che una vera e propria sonnolenza.

L’indagine polisonnografica in questi pazienti non evidenzia delle differenze rispetto ai normali dormitori, tuttavia recentemente l’analisi microstrutturale delle caratteristiche del sonno in questi pazienti indicherebbe la presenza di numerosi “microrisvegli” di pochi secondi, che essi non percepiscono e che provocano frammentazione del sonno.

 

  

Incidenza della Pseudo Insonnia

 

 

Questo disturbo colpisce maggiormente le donne, i giovani e gli individui di mezza età.

La percentuale in Italia è dell’1,5% dei pazienti che soffrono d’insonnia, il 5% negli Stati Uniti.

 

 

Trattamento della Pseudo Insonnia

 

 

In questi casi è da evitare l’uso di farmaci ipnotici, in quanto non sono presenti alterazioni delle caratteristiche del sonno, o limitarlo ai casi in cui è presente eccessiva sonnolenza.

Sarebbe opportuna invece una maggiore consapevolezza della distinzione tra sonno e veglia, su cui questi pazienti sono confusi, e di una più attenta valutazione soggettiva del momento di addormentamento.

Sono risultati molto efficaci dei programmi di feedback forniti in concomitanza di varie fasi del ciclo sonno-veglia in base alle registrazioni dei ritmi con EEG.

 

 

INSONNIA ASSOCIATA A DISTURBI PSICHICI

 

 

L’insonnia è un sintomo comune a diversi disturbi psichici, a cui è secondaria.

 

 

Ansia - Nel caso di individui che soffrono di disturbi d’ansia, ad esempio ansia generalizzata, attacchi di panico, disturbo ossessivo-compulsivo, fobie ecc., si hanno in genere:

- difficoltà di addormentamento,

- difficoltà nel mantenimento del sonno,

- frequenti risvegli notturni.

 

 

Depressione – Nel caso di individui con disturbi dell’umore, ad esempio depressione maggiore, disturbi bipolari, ecc., l’insonnia si manifesta tipicamente con:

- breve latenza del sonno REM,

- risveglio finale anticipato,

- riduzione del tempo totale di sonno

- riduzione delle fasi di sonno a onde lente.

 

 

Schizofrenia – Negli individui che soffrono di disturbi psicotici come la schizofrenia, il disturbo schizoaffettivo ecc., i disturbi del sonno si manifestano in genere con:

- minore latenza del sonno REM,

- risveglio durante la notte,

- riduzione del tempo totale di sonno

- riduzione delle fasi di sonno a onde lente.

 

 

Trattamento dell'Insonnia associata a disturbi psichici

 

 

Il trattamento dell’insonnia associata a disturbi psichici rimanda al trattamento farmacologico e psicologico specifico per il disturbo di base che la causa. Per maggiori approfondimenti su tali disturbi rimandiamo il lettora alla consultazione degli altri siti di Psichepedia, l'Enciclopedia Online di Psicologia e Neuroscienze, libera e scritta solo da professionisti esperti.

 

 

  

INSONNIE SECONDARIE

 

 

L’insonnia viene definita secondaria se è identificata la causa del disturbo. In genere questo tipo di insonnia, se trattata adeguatamente, si può curare. Tuttavia non sempre le cause e i meccanismi responsabili dei disturbi del sonno sono chiari e certi.

 

 

Sindrome da “sonno insufficiente”

 

Questo disturbo del sonno non ha una causa intrinseca e consiste in un una durata insufficiente del sonno notturno.  Provoca conseguenze sull’attività diurna, dovute all’eccessiva sonnolenza, in particolare nel caso di attività monotone e ripetitive. E’ un disturbo molto diffuso in relazione alle esigenze della moderna attività lavorativa, caratterizzato da brevissima latenza di sonno (il soggetto si addormenta in fretta), elevato indice di efficienza del sonno (rapporto tra tempo totale di sonno e tempo trascorso a letto).

 

 

Insonnia da altitudine

 

Questo tipo di insonnia si manifesta in seguito allo spostamento in località situate a grandi altezze (montagna). E’ caratterizzata da una frammentazione e superficializzazione del sonno notturno, con aumento dei risvegli: la causa di tali sintomi sono le ipossie e ipocapnie che si verificano durante il sonno a onde lente, come le apnee, determinando i risvegli, di cui il paziente non è consapevole.

 

Il trattamento più efficace per questo disturbo, da fare per brevi periodi, è l’assunzione di acetazolamide, che migliora la respirazione notturna el’ipossia.

 

Insonnia da assunzione di cibo/bevande (Night-eating syndrome)

 

Alcuni autori collocano questo disturbo nei disturbi del comportamento alimentare. I principali sintomi sono infatti:

iperfagia notturna, insonnia, anoressia mattutina.

L’individuo con questo tipo di insonnia ha un bisogno compulsivo di cibo durante la notte, che gli provoca risvegli, attività gastrointestinale e bisogno di urinare.

 

Il trattamento più efficace è quello di tipo comportamentale, il cui obiettivo è ridurre gradualmente ed eliminare i comportamenti compulsivi durante la notte.

 

 

Insonnia da allergie alimentari

 

 

E’ un disturbo tipico dell’età infantile, che si manifesta con difficoltà di addormentamento e prolungati risvegli durante il sonno. In genere è legato all’assunzione di latte bovino o altri cibi che danno intolleranza.

Il sonno può durare meno di 5-6 ore per notte, e i reperti polisonnografici mostrano un’elevata frammentarietà, con diminuzione del sonno a onde lente.

 

Il trattamento consiste nell’eliminazione del prodotto allergenizzante dalla dieta.

 

 

Insonnia idiopatica

 

 

L’Insonnia idiopatica era chiamata in origine insonnia infantile poiché il sintomo cruciale per la sua diagnosi è il fatto che si manifesta già nell'infanzia. Essa consiste nell'incapacità cronica di dormire adeguatamente in assenza di cause osservabili.

Questo disturbo è persistente e interferisce notevolmente con la qualità della vita del paziente, determinando uno stato di deprivazione cronica di sonno e risultando spesso incompatibile con un lavoro stabile.

 

Cause dell'Insonnia Idiopatica

 

Non sono ancora ben note le cause del disturbo, che comunque sembra avere come substrato organico uno squilibrio neurochimico in uno dei molteplici sistemi di regolazione del sonno.

Nei casi in cui è presente anche eccessiva sonnolenza diurna, è stato ipotizzato che il disturbo riguardi prevalentemente il sistema di regolazione serotoninergico.

La registrazione polisonnografica di questi pazienti ha messo in evidenza un allungamento della latenza del sonno e un aumento del numero di risvegli notturni.

Inoltre sono state riscontrate anomalie nelle caratteristiche delle fasi del sonno, per cui ad esempio nella fase REM non sono presenti movimenti oculari, lo sfasamento dei ritmi alfa e una forte riduzione dei movimenti corporei spontanei.

Si ritiene che ciò sia dovuto a una qualche anomalia dei sistemi che mediano i processi omeostatici e circadiani.

 

 

Trattamento dell'Insonnia Idiopatica

 

 

Oltre all’uso di farmaci ipnotici, che comunque non va protratto per periodi lunghi, viene usata anche l’amitriptilina, un antidepressivo triciclico.

Un altro tipo di trattamento usato per l’insonnia idiopatica sono le tecniche di biofeedback, per regolarizzare i ritmi EEG del sonno, che contribuiscono a rendere il sonno più stabile e profondo.

 

 

 

INSONNIA : IPOTESI NEUROFISIOLOGICA

 

 

L'insonnia è quasi sempre una patologia delle fasi di sonno Non REM. Grazie all'analisi microstrutturale è stato possibile osservare come l'insonnia sia legata in particolar modo all'incapacità del sistema nervoso di portare la sincronizzazione EEG fino al livello massimo che si raggiunge negli stadi di sonno più profondo e ristoratore, gli stadi 3 e 4.

Ciò spiega il fatto che, nella maggior parte dei casi, gli insonni presentano una carenza di questi due stadi.

Si configura quindi un'ipotesi neurofisiologica dell'insonnia in base alla quale essa si produce a causa di un fattore perturbante esterno o interno.

 

INSONNIA E CAP rate

 

Il CAP rate è la quantità di Tracciato alternante ciclico, cioè il pattern bifasico composto da arousal transitori (fase A) interrotti periodicamente dall’attività di fondo del sonno NREM (fase B).

 

Decrementi importanti dei valori patologici del CAP rate possono essere ottenuti mediante l'uso di:

 

-       Zolpidem

-       Benzodiazepine

-       Zopiclone

-       Trazodone (antagonista 5HT2)

 

Livelli elevati di CAP rate si possono ritrovare in diverse patologie tra cui:

 

-     Parossismi EEG nell’epilessia primaria: il 68% di tutte le scariche EEG presenti nel sonno NREM compare durante il CAP.

-     Mioclono periodico notturno: il 92% di tutte le scosse in fase NREM si presenta durante il CAP.

-     Sindrome delle apnee ostruttive (OSAS): il 96% di tutte le pause respiratorie di questa sindrome si verificano in CAP.

-     Sonnambulismo e Pavor nocturnus: il 60% degli episodi di stadi 3 e 4 sono associati con il CAP.

 
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